Architettura ARM

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L’architettura ARM (precedentemente Advanced RISC Machine, e prima ancora Acorn RISC Machine), in elettronica e informatica, indica una famiglia di microprocessori RISC (Reduced Instruction Set Computer, indica un’idea di progettazione di architetture per microprocessori che predilige lo sviluppo di un’architettura semplice e lineare. Questa semplicità di progettazione permette di realizzare microprocessori in grado di eseguire il set di istruzioni in tempi minori rispetto a una architettura CISC).

Lo sviluppo di questa architettura tecnologica venne intrapresa nel 1983, da un gruppo di ingegneri britannici della Acorn Computers Ltd con il fine di trovare una soluzione ingegneristicamente valida per la seconda versione del BBC Micro (uno degli home computer più diffusi dell’epoca commissionato da British Broadcasting Company sull’onda dello stimolo all’alfabetizzazione informatica).

Oggi, probabilmente è l’architettura più diffusa per sistemi embedded con quote di mercato superiori al 90% nel settore dei dispositivi mobili (smartphones e tablet), grazie anche alle sue caratteristiche di basso consumo elettrico (rapportato alle prestazioni), dove il risparmio energetico delle batterie è fondamentale.

Di norma, i processori ARM compaiono come componenti (detti core) di circuiti integrati più complessi; tipicamente, su un chip oltre alla (alle) CPU compaiono memorie, controllori di periferiche, dispositivi dedicati a specifici compiti quali elaborazione di segnale, eccetera.

L’architettura ARM è di tipo load-store, ossia, le istruzioni che elaborano dati operano solo su contenuti di registri interni alla CPU, le istruzioni che possono accedere alla memoria sono solo in lettura (load, da memoria a un registro interno della CPU) ed in scrittura (store, da un registro alla memoria). Le istruzioni aritmetico-logiche specificano i registri di due operandi e del risultato (architettura a tre operandi).

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