Frederick Soddy

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    Sir Frederick Soddy (Eastbourne, 2 settembre 1877 – Brighton, 22 settembre 1956) è stato un chimico e fisico britannico. Premio Nobel per la chimica nel 1921 per aver espresso per primo, nel 1913, il concetto di isotopo.

    A lui è dedicato il minerale “soddyite” di formula UO2·2SiO4·2H2O.

    Durante le sue ricerche sulla radioattività Soddy si rese conto di quanta energia fosse “contenuta” in alcuni atomi e pensò che questa energia avrebbe potuto essere messa al servizio delle necessità umane ma avrebbe anche potuto essere usata come strumento di distruzione. Una idea che Soddy espose nel 1912 nel libro “Materia ed energia” che allora ebbe un grande successo. Lo scrittore H.G.Wells (1866-1946) si ispirò al libro di Soddy per il romanzo di fantascienza,”Il mondo liberato”, in cui per la prima volta è usato il termine “bomba atomica”.

    Intanto si stava avvicinando la prima guerra mondiale (1914-1919), la grande carneficina che scosse molto Soddy, impressionato dal ruolo che “la scienza” aveva avuto nella preparazione di armi sempre più devastanti. Soddy decise di dedicarsi alla denuncia dei pericoli rappresentati dall’uso improprio delle conoscenze scientifiche; i due decenni fra la prima e la seconda guerra mondiale (1939-1945) lo videro impegnato nello studio di forme alternative di economia come quelle espresse nel poco noto saggio sulla “Economia cartesiana” del 1921.

    Soddy propose differenti metodi, basati sull’energia, di valutazione degli scambi economici, espresse una critica del Prodotto Interno Lordo e riconobbe l’importanza ”economica” dell’energia solare e dell’agricoltura, l’industria più importante proprio perché “alimentata” dall’energia solare. Soddy fu il primo a indicare, sulla base di conoscenze fisiche e chimiche, che le risorse terrestri sono limitate e che l’economia sarebbe andata incontro a dei limiti, una dimenticata anticipazione di quanto sarebbe stato scritto, molti anni dopo, sui limiti alla crescita e sulla “decrescita”.

    Soddy ottenne la cattedra di chimica a Oxford nel 1919, ma nel mondo accademico fu sempre considerato “strano” per le sue incursioni in campi non strettamente chimici. Soddy si mise in pensione anticipatamente nel 1936, dopo la morte dell’amata moglie, e morì nel 1956 a 79 anni, amareggiato per la poca attenzione ricevuta dai suoi studi. Una attenta lettura dei suoi scritti (pochi tradotti in italiano) permette invece di riconoscerlo come un precursore dell’analisi dei problemi ambientali attuali, come ha messo in evidenza lo storico Martinez-Alier nel suo libro “Economia ecologica”. Per questo, oltre che per la sua scoperta degli isotopi, Soddy meriterebbe di essere meglio conosciuto e studiato se si vuole capire qualcosa di quanto ci sta aspettando.