Abduzione

Il termine abduzione ha vari significati, in vari ambiti, come definito qui di seguito:

  • In Fisiologia con il termine abduzione (dal latino abductio, derivato da abducĕre → allontanare, composto da ab– → da, verso e ducĕre → condurre, portare) si indica il movimento che allontana un arto o una parte mobile del corpo da un piano, da un asse o da un punto di riferimento; nel caso di un arto si fa riferimento al piano sagittale, per le dita all’asse dell’arto, per l’occhio allo spostamento della cornea rispetto a un centro di rotazione situato sull’asse antero-posteriore del globo oculare, circa 2 mm dietro il suo punto di mezzo. Il muscolo che ha per azione principale il movimento di abduzione, cioè di allontanamento dall’asse sagittale, è detto abduttore, mentre i muscoli antagonisti al primo motore sono detti adduttori.
  • In Filosofia, si definisce abduzione quello schema di ragionamento che si differenzia dall’induzione e dalla deduzione per la sua minore capacità dimostrativa; partendo da alcuni fatti che si vogliono spiegare (premesse), si cerca di individuare una possibile ipotesi che li spieghi (conclusione).

Un ragionamento viene detto deduttivo, quando si conoscono le premesse e le regole (o leggi) e si intende ricavare il risultato o l’esito.

Un ragionamento viene detto induttivo quando si conoscono le premesse e i risultati e si intende ricostruire le regole.

Un ragionamento viene detto abduttivo, quando si conoscono regole e risultati e si intende ricostruire le premesse.

Aristotele considerava l’abduzione come forma deduttiva dalle conclusioni incerte, con una minore valenza dimostrativa, infatti nel caso in cui la premessa maggiore è certa, mentre quella minore incerta, la conclusione ha dunque una certezza inferiore o uguale alla premessa minore e per cui la conclusione è caratterizzata da una probabilità.

In epoca moderna, tale schema è stato riformulato dal filosofo statunitense Ch.S. Pierce, stabilendo che la forma dell’inferenza [abduttiva] che agisce nel ragionamento scientifico è la seguente: per prima cosa avviene un convincimento generale (detto regola), quindi una conferma sperimentale (ossia i risultati osservati di un esperimento) ed infine un giudizio sull’evento (il caso in esame). In altre parole si passa da certi fatti osservati alla supposizione di un principio generale che li spiega.

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