Emozione

Indice dei contenuti

    Le emozioni (dal latino emotio, che significa “movimento”, “impulso”) sono un processo multicomponenziale, articolato in più componenti: stati mentali e fisiologici associati a modificazioni psicologiche, a stimoli interni o esterni, naturali o appresi. Rappresentano un processo interiore suscitato da un evento-stimolo rilevante per gli interessi dell’individuo; hanno un decorso temporale e sono attivate da stimoli interni o esterni. Le emozioni, dunque, rivestono un ruolo importante nei processi di ragionamento, giudizio e decisione.

    L’emozione è caratterizzata dall’essere un’alterazione dell’umore a breve termine ma, di intensità maggiore di una sensazione. D’altra parte, i sentimenti sono le conseguenze degli stati emotivi, per questo sono più durevoli e possono essere verbalizzati.

    Le emozioni sono la causa di varie reazioni organiche che possono essere fisiologiche, psicologiche o comportamentali, cioè sono reazioni che possono essere sia innate che influenzate da precedenti esperienze o conoscenze. Queste reazioni organiche che generano emozioni sono controllate dal sistema limbico, costituito da varie strutture cerebrali che controllano le risposte fisiologiche. Tuttavia, un’emozione può anche produrre un comportamento che può essere appreso in anticipo, come un’espressione facciale.

    Riassumendo…

    • Un’emozione può essere definita come una risposta complessa dell’organismo a stimoli (immaginari o reali), che si manifestano con specifici pattern di azioni (ad esempio la fuga o evitamento) e con modificazioni corporee (frequenza del battito cardiaco, temperatura corporea ecc.) misurabili.
    • Un’emozione è la reazione ad uno stimolo (immaginario o reale), caratterizzata da aspetti fisiologici (cambiamenti della frequenza cardiaca, sudorazione, ecc.) e da aspetti cognitivi, ossia dalla valutazione cognitiva delle modificazioni fisiologiche e della natura dello stimolo (appraisal).
    • In generale, le emozioni sono risposte complesse ad eventi rilevanti, caratterizzate da determinati vissuti soggettivi e da una reazione fisiologica.
    • Le emozioni, a differenza di stati d’animo, umore e sentimenti, sono risposte intense e di breve durata.

    Le componenti dell’emozione

    • evento
    • valutazione della rilevanza dell’evento (appraisal)
    • tonalità fenomenologica o qualità edonica
    • reazioni fisiologiche
    • manifestazioni espressive
    • preparazione all’azione
    • azione

    Che cosa non è un’emozione?

    Una prima distinzione va fatta con fenomeni che sono concettualmente simili: affetto, sentimento, stato d’animo e umore.

    • Stato d’animo e umore (mood) sono caratterizzati da una bassa intensità e da una durata elevata.
    • Il sentimento, come gli stati d’animo e l’umore, è un fenomeno più stabile e duraturo, ma è caratterizzato da un oggetto ben definito (sentimento verso qualcuno o qualcosa).
    • L’affetto è un termine più ampio e generico che definisce lo stato affettivo dell’esperienza emotiva e ne definisce la valenza (positiva o negativa).

    Funzioni e teorie sulle emozioni

    Le emozioni svolgono tipicamente tre funzioni fondamentali:

    1. ci attivano a livello neurofisiologico, preparandoci all’azione: spingendoci a mettere in atto un comportamento fondamentale per la nostra sopravvivenza, senza la mediazione del ragionamento. Permettono di risparmiare tempo in caso di pericolo o di emergenza;
    2. comunicano agli altri come ci sentiamo: le espressioni facciali, il tono della voce, la postura, i gesti e le azioni forniscono agli altri un segnale importante sul nostro stato;
    3. informano a noi stessi di come stiamo: sono segnali che parlando del nostro stato interno, dei nostri livelli di soddisfazione e benessere. Per esempio, ci dicono se stiamo o meno raggiungendo i nostri obiettivi personali, affettivi e interpersonali.

    In generale, due sono le principali correnti di pensiero sulla natura delle emozioni. Quella innatistica si rifà alle teorie di Charles Darwin, secondo cui le manifestazioni emotive sono residui di risposte un tempo funzionali al processo evolutivo (ad esempio, il riso sarebbe il residuo del ringhio con cui l’animale si prepara ad attaccare). Quella antiinnatistica si basa sulla constatazione che molte emozioni hanno un significato diverso da cultura a cultura e, nello stesso soggetto, da momento a momento, per cui è impossibile stabilire una corrispondenza tra situazione ed emozione, mentre è probabile un’interpretazione dell’emozione come variabile individuale dipendente dalla storia delle relazioni significative e dal contesto culturale.

    Le principali teorie sulle emozioni possono essere raggruppate in tre categorie principali: fisiologiche, neurologiche e cognitive.

    • Le teorie fisiologiche suggeriscono che le risposte all’interno del nostro corpo sono responsabili dei sentimenti.
    • Le teorie neurologiche propongono che l’attività all’interno del cervello conduce a risposte emotive.
    • Le teorie cognitive sostengono che i pensieri e le altre attività mentali hanno un ruolo essenziale nella formazione di degli stati emozionali.

    A grandi linee, possiamo distinguere le principali teorie contemporanee sulle emozioni come segue:

    • Teorie Neurofisiologiche
      • Teoria di James-Lange: l’esperienza emozionale soggettiva viene percepita alla fine di un processo che si svolge nel corpo: si chiama periferica perchè prima di provare l’emozione deve accadere qualcosa nel corpo, mentre l’emozione è la sensazione percettiva soggettiva di quello che accade. Ad esempio, vedendo un automobile avvicinarsi mentre attraversiamo la strada si attiva uno stimolo emotigeno (che provoca un’emozione): nel nostro corpo avvengono mutamenti fisiologici, dovuti a risposte espressive e comportamentali, ma solo alla fine di questi mutamenti sentiamo la sensazione oggettiva, cioè la percezione soggettiva di tutti i movimenti che sono avvenuti nel nostro corpo, in questo caso soggettivamente percepiamo paura. James e Lange propongono perciò che l’emozione sia biologicamente radicata nel corpo, soprattutto nei muscoli viscerali. Con le celebri parole: «non tremiamo perché abbiamo paura, ma abbiamo paura perché tremiamo», ribaltando il senso comune, James sostiene che non piangiamo perchè siamo tristi ma la tristezza è il nome che diamo alle modificazioni che avvertiamo, pianto incluso. L’emozione sarebbe dunque determinata a livello cosciente dalla percezione delle risposte dell’organismo agli stimoli che causano la paura, la rabbia, la tristezza o la gioia (per es., in seguito a uno stimolo terrificante, si verifica una reazione di fuga e le sensazioni somatiche relative alla corsa, insieme con le sensazioni delle risposte viscerali indotte dal sistema autonomo, determinano il senso di paura); riusciremmo a provare un’emozione in assenza dei correlati fisiologici a cui siamo abituati, come il battito cardiaco accelerato o la contrazione addominale?Questa teoria venne testata sperimentalmente e le furono mosse diverse critiche a partire dall’osservazione che, ad esempio, l’assenza di comunicazione tra visceri e sistema nervoso non ha effetto sulla reazione emotiva, e che medesimi cambiamenti fisiologici che si hanno in un’emozione si attivano anche in altre situazioni prive di colorazione emotiva (ad es. la tachicardia dopo una una corsa); e infine che i visceri hanno una sensibilità troppo scarsa, una motilità indifferenziata, una risposta troppo lenta per giustificare la rapidità di insorgenza della percezione emotiva.
      • Teoria di Cannon-Bard: Cannon e Bard (1927) proposero invece una teoria cosiddetta centrale: secondo questa teoria, lo stimolo emotigeno scatena una immediata risposta emozionale soggettiva a mediazione cerebrale. La stimolazione di specifici centri nervosi darebbe luogo contemporaneamente alla sensazione soggettiva, all’attivazione del sistema nervoso autonomo e alle manifestazioni espressivo-comportamentali. Secondo questa teoria, l’emozione non si verifica a livello viscerale ma cerebrale nei circuiti del paleoencefalo (in particolare il Talamo e l’Ipotalamo, aree del sistema nervoso centrale che si trovano al di sotto della corteccia e che ricevono ed organizzano input esterni e interni), che attiverebbero le funzioni corticali e, in un secondo tempo, viscerali. In questa teoria, quindi, il flusso degli eventi procede dall’evento emotigeno al Sistema Nervoso (nelle zone del Talamo e dell’Ipotalamo) e da questo simultaneamente sia ai visceri che alle aree corticali per l’elaborazione cognitiva dell’evento stesso. Cannon studiò in particolare la reazione di “emergenza”, evidenziando l’azione dell’arousal simpatico, cioè l’insieme delle risposte neurofisiologiche che compaiono simultaneamente all’emozione: accelerazione del battito cardiaco e della respirazione, sudorazione, vasocostrizione gastroenterica e cutanea, incremento valori glicemici, diminuzione salivazione, dilatazione pupilla e piloerezione. Nonostante le critiche mosse ad entrambe le teorie, gli studiosi hanno in seguito convenuto che sia la teoria centrale che quella periferica cogliessero aspetti importanti dell’esperienza emotiva.
    • Teorie Cognitive
      • Teoria di Arnold (della piacevolzza/spiacevolezza)
      • Teoria Cognitiva-Attivazionale di Schachter-Singer
      • Teoria dell’Appraisal di Lazarus
      • Teorie Cognitivo-Computazionali (ad esempio quella di Frijda)
    • Teorie Neoevoluzionistiche
      • Teoria di Tomkins – anni ’60, di Izard – anni ’70
      • Teoria di Plutchick – anni ’60 fino ad oggi
      • Teoria Neuroculturale di Ekman
    • Teorie Costruzionistiche
      • Teoria di Averill – 1980
      • Teoria di Trevarten – 1990

    Tipologie di emozioni

    Le emozioni si possono distinguere in emozioni primarie (o fondamentali) ed emozioni secondarie (o complesse). Le emozioni primarie sono emozioni fondamentali (o di base), sono innate, espresse universalmente, da tutti in qualsiasi tempo, luogo e cultura; si manifestano nei periodi iniziali della vita umana e ci accomunano a molte altre specie animali; esse sono:

    Le emozioni complesse (secondarie), invece, sono la combinazione tra un’emozione primaria, o più, e si sviluppano con la crescita dell’individuo e l’interazione sociale:

    • Amore
    • Senso di colpa
    • Vergogna
    • Felicità
    • Disprezzo
    • Ira
    • Rassegnazione
    • Ammirazione
    • Adorazione
    • Apprezzamento estetico
    • Divertimento
    • Ansia
    • Soggezione
    • Imbarazzo
    • Noia
    • Calma
    • Confusione
    • Desiderio ardente o sessuale
    • Dolore empatico
    • Estasi
    • Eccitazione
    • Orrore
    • Interessamento
    • Nostalgia
    • Sollievo
    • Amore romantico
    • Soddisfazione