Sospensione (chimica)

In Chimica, si definisce sospensione una miscela di sostanze eterogenee, in cui (tipicamente) un componente allo stato solido (non solubile), finemente suddiviso, è disperso in un liquido in modo tale da non sedimentare in tempo breve. Il componente allo stato solido non deve sciogliersi nel liquido, come accade nel caso di una miscela composta da sale e acqua. Le sospensioni sono quindi costituite da due componenti:

  • un componente minoritario che è allo stato solido ed è finemente disperso all’interno del componente maggioritario.
  • un componente maggioritario che è allo stato liquido, che contiene il componente minoritario.

Se la sospensione è invece composta da gocce di liquido o da particelle solide disperse in un gas, la sospensione prende il nome di aerosol. Mentre, se la sospensione è composta da sostanze lipofile disperse in sostanze idrofile o viceversa, prende invece il nome di emulsione.

Dunque, nelle sospensioni il soluto è fisicamente distinguibile dal liquido, a differenza delle soluzioni omogenee, in cui i vari componenti si uniscono intimamente.

Una sospensione rimane tale fino a quando al sistema è applicata energia sotto forma di agitazione. Quando l’apporto di energia cessa, le particelle sedimentano per effetto della gravità; il livello di energia determina la massima dimensione delle particelle che entrano in sospensione. Le particelle allo stato solido molto piccole (di grandezza inferiore a 1 µm) danno luogo a sospensioni stabili. Le particelle fini vengono tenute in sospensione tramite il movimento molecolare. Le particelle si separano molto lentamente dalla sostanza liquida o non si separano affatto. Questi componenti allo stato solido sono detti colloidi.

Per accelerare il processo di sedimentazione in una sospensione, vengono utilizzate delle centrifughe.

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