Carroll Izard

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    Carroll Ellis Izard, PhD (8 ottobre 1923 – 5 febbraio 2017) è stato uno psicologo ricercatore americano, noto per i suoi contributi alla Teoria differenziale delle emozioni (DET), ed il Maximally Discriminative Affect Coding System (MAX, un sistema basato sull’identificazione di 27 componenti muscolari delle espressioni facciali) su cui ha lavorato con Paul Ekman.

    Izard ha anche intrapreso studi empirici sull’ipotesi del feedback facciale secondo cui le emozioni che hanno funzioni diverse causano anche le espressioni facciali che a loro volta ci forniscono spunti su quale emozione sta provando una persona. Inoltre, Izard ha costruito una misura di autovalutazione multidimensionale – la Scala delle Emozioni Differenziali – attualmente alla sua quarta edizione (DES-IV).

    La sua successiva ricerca si è concentrata sullo sviluppo emotivo nei bambini piccoli e sullo sviluppo e la verifica del suo Corso di Emozioni per bambini piccoli. Izard ha dedicato un grande impegno per elaborare un programma di sviluppo emotivo dedicato ai bambini fino ai 12 anni che fosse costruito coerentemente sulla base di una visione scientifica delle emozioni. I principi generali che è arrivato così a definire costituiscono un buon punto di riferimento per la regolazione emotiva nei bambini, e sono descritti in un post a parte che pubblicheremo nelle prossime settimane. I medesimi principi generali sono anche una buona occasione per approfondire la comprensione dell’intelligenza emotiva e della regolazione emotiva negli adulti.

    La visione di Carroll Izard è caratterizzata dal ruolo rilevante assegnato all’emozione dell’interesse. L’interesse e le sequenze di emozioni che ne scaturiscono sono “la principale forza che organizza la coscienza”. Izard propone un’utile metafora nella quale paragona le emozioni ai gusti; osservando che la sensibilità ai gusti fondamentali (salato, dolce, amaro e aspro) è una caratteristica innata che si sviluppa nel corso delle prime settimane di vita. Noi non impariamo il salato perché ci viene insegnato dai nostri genitori. Lo sentiamo in modo spontaneo e, per cosí dire, “istintivo”. Quello che impariamo è la parola per indicare quel certo sapore. Le emozioni di base si sviluppano in modo paragonabile a quello dei gusti. Anch’esse emergono nel corso della prima infanzia, e quello che impariamo dai nostri genitori e da chi ci sta intorno non è precisamente la sensazione della paura, della rabbia o della tristezza. Quello che impariamo è come nominare e gestire tali stati emotivi. Impariamo ad inserirli in una visione integrata di noi stessi e della situazione in cui ci troviamo.

    Izard sottolinea la distinzione teorica fra emozioni di base e schemi emotivi, impiegando l’espressione “schema emotivo” per indicare gli schemi di ragionamento e di comportamento appresi tramite l’esperienza. Le emozioni di base sono strutture più essenziali ed innate, mentre gli schemi emotivi hanno una natura più elaborata, si affermano pienamente nel corso dello sviluppo dell’individuo, e sono più soggetti all’influenza culturale. Nello sviluppo degli schemi emotivi è importante la mediazione effettuata dalla parola: “Dopo che un bambino ha acquisito il linguaggio, un’emozione di base può diventare parte di diversi schemi emotivi creando connessioni tra il sentimento e le parole associate…”

    L’emozione di base della rabbia, per esempio, sarà la stessa in un indiano e in un americano, ma i costrutti culturali (e dunque gli schemi emotivi) che vi si abbinano potrebbero essere molto differenti. Gli schemi emotivi implicano una maggiore consapevolezza delle cause e delle conseguenze degli stati emotivi, e rivestono dunque un’importanza particolare per lo sviluppo dei comportamenti morali.

    Carriera accademica

    Izard ha conseguito il dottorato di ricerca presso la Syracuse University nel 1952 ed è stato inizialmente professore di psicologia presso la Vanderbilt University, dove ha svolto ricerche pionieristiche sulle emozioni umane. Nel 1976 è entrato a far parte del Dipartimento di Psicologia dell’Università del Delaware, dove è rimasto attivo come Professore Unidel di Psicologia nel McKinly Lab fino al suo ritiro nel 2014. Un festschrift si è tenuto presso l’Università del Delaware il 22 ottobre 2012 per celebrare il contributo permanente di Izard alla comprensione dello sviluppo emotivo umano.

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