Sarcodini (sarcodina)

I sarcodini (sec. XIX; dal greco sarkṓdēs, carnoso) appartengono alla classe sarcodina, sono protozoi caratterizzati dalla presenza di pseudopodi (cioè emissioni di membrana citoplasmatica che ne consentono la locomozione e la cattura di alimenti); hanno forma ameboide, presentano cioè caratteristiche strutturali che li rendono idonei a strisciare sul fondo e a nutrirsi mediante fagocitosi. Queste attitudini sono legate alla emissione di pseudopodi, cioè di prolungamenti del citoplasma che possono allungarsi, aderire al substrato e quindi accorciarsi trascinando il corpo cellulare oppure possono circondare la particella alimentare, chiudersi intorno ad essa, e quindi inglobarla in un ‘vacuolo alimentare’.

I sarcodini sono privi di parete cellulare, talvolta sono protetti da un guscio entro il quale la cellula si ritrae. Presso quelle specie che sono divenute sessili o galleggianti (planctoniche) gli pseudopodi vengono impiegati solo per la cattura del cibo e lo scheletro interno è formato da materiale rigido, sicché la cellula perde del tutto l’aspetto ameboide.

I sarcodini più tipici, muniti di pseudopodi tozzi, sono compresi nella classe dei Lobosi. Poiché di solito vivono su fondali ove l’ossigeno scarseggia, per loro è stato giocoforza adattarsi al metabolismo anaerobio, questa attitudine li ha peraltro ‘preadattati’ a vivere nel tubo digerente dei vertebrati ove l’ossigeno manca e i residui organici abbondano. Alcune amebe dell’intestino umano si nutrono di residui indigeriti e non nuocciono, mentre altre attaccano i tessuti provocando seri danni.

La classe dei Granuloreticulosi è caratterizzata dal possedere pseudopodi sottili che di solito si intrecciano a formare una sorta di leggerissima ragnatela che intrappola e trasporta il materiale nutritizio necessario alla cellula . In questa classe sono compresi i Foraminiferi, grossi protozoi muniti di un guscio calcareo attraversato da minuti fori che lasciano passare gli pseudopodi. Vivono nel pelago e sui fondali oceanici. I gusci a più concamerazioni delle moltissime specie vissute nel passato, soprattutto all’inizio del Terziario, raggiunsero diametri di 1-3 cm, eccezionali per una cellula. Gli antichi naturalisti li hanno paragonati a monete: nummuliti è il loro nome che significa: pietre a forma di soldi, e nummulitico è detto il periodo geologico in cui più abbondavano e durante il quale hanno costituito banchi calcarei di forte spessore. Da questi banchi l’uomo ha ricavato, fin dall’antichità, materiali da costruzione: le piramidi dell’Egitto sono state costruite con calcare nummulitico. I foraminiferi hanno ciclo biologico complesso, sono plurinucleati e producono gameti muniti di flagelli.

La classe degli Acantari comprende specie pelagiche, plurinucleate per la maggior parte del ciclo vitale, che vivono in mare. La cellula è munita di uno scheletro che comprende una capsula chitinosa interna che racchiude il nucleo, dal suo interno parte una raggiera di esili cristalli aghiformi di solfato di Stronzio (SrSO 4 ). Gli acantari hanno goduto un periodo di celebrità tra il 1950 e il 1965 quando imperversavano le esplosioni nucleari nell’atmosfera: concentrando il pericoloso isotopo radioattivo 90 Sr, ne rivelavano la presenza.