Abiotico

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Letteralmente «che non permette la vita», dal greco – (án– →prefisso privativo/inversivo), βιως  (bios → vita ) e τικόν (tikón → relativo a); non vivente, inanimato, caratterizzato dall’assenza di vita, costituito da materia inorganica. In Ecologia, con il termine abiotico si indica una zona, ambiente o luogo, non popolato da alcun organismo vivente (forma di vita), in quanto non favorevole allo sviluppo della vita. Le condizioni che non permettono il proliferare della vita sono dette condizioni abiotiche.

Nel sistema solare vi sono vari luoghi abiotici; due su tutti sono senz’altro la Luna e Mercurio, ma anche gran parte dei satelliti lo sono.

Fattori abiotici

I fattori abiotici sono i componenti di un ecosistema che non hanno vita (dal greco bios, cioè vita, con il prefisso a-, senza). Si tratta quindi dell’ambiente circostante, tranne animali e piante: luce, terra (suolo e sottosuolo), rocce, acqua, aria, l’insieme dei fattori climatici, eccetera.

Nell’ambito delle scienze biologiche e dello studio dell’ecologia, sono chiamati fattori abiotici (o componenti abiotiche) tutte quelle parti dell’ambiente, non viventi, siano esse chimiche o fisiche, che influenzano gli organismi viventi e/o il funzionamento di un ecosistema; questi elementi, ed i fenomeni ad essi associati, sottostanno ai processi biologici: rappresentano le risorse non organiche o le condizioni fisiche che influenzano gli organismi viventi in termine di crescita, sopravvivenza e capacità riproduttive. Esempi di fattori abiotici possono essere l’acqua, la luce, la temperatura, l’umidità, l’atmosfera, l’acidità ambientale, le caratteristiche del suolo o del sottosuolo, i fattori climatici.

Un fattore è un elemento agente ha già svolto un ruolo di attivazione; il termine deriva dal latino factor, derivato dal participio passato di facĕre (→ fare), ponendo l’accento sul fatto che l’azione sia già avvenuta; abiotico significa letteralmente “che non permette la vita”; non vivente, inanimato, caratterizzato dall’assenza di vita, costituito da materia inorganica: origina dal greco ἀ- (án- → prefisso privativo), βιως (bios → vita) e τικόν (tikón → relativo a).

La temperatura sulla superficie terrestre può raggiungere i limiti estremi di + 60 °C e – 70 °C. Ogni specie animale o vegetale vive bene solo entro un certo intervallo di temperatura. A temperature molto basse, infatti, i processi vitali rallentano o vengono temporaneamente sospesi.

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