Anticlimax

L’anticlìmax, o gradazione negativa, è una figura retorica che consiste in un elenco di termini o locuzioni con susseguirsi intensità negativa. Il termine, dal greco antico, significa letteralmente “contro scala”. Un esempio di anticlimax è il seguente:

Mangiò tre panini con la salsiccia, poi bevve mezzo bicchiere di vino, si strofinò il fazzoletto sulle labbra, si pulì, si voltò intorno, era stanco, si addormentò sull’erba.

L’uso di questa figura retorica è usuale sia in poesia che nella narrativa. Molto utile per esprimere il movimento, la situazione che si modifica in maniera decrescente e la calma finale, quando tutto è finito. Gli accostamenti di parole e concetti possono avvenire in modi differenti tra loro, l’importante è che ci sia comunque l’intensità che scemi, per attivare, nel lettore, quell’aspettativa di fine di una tensione o di un’idea forte.

Qualora adoperata dallo scrittore con gusto e moderazione, è possibile che sia apprezzata durante uno scritto. Perciò si consiglia di tenerne conto, in quanto si tratta di una forma con una valenza importante nella fase descrittiva di un’opera letteraria. Uno stile che crea immagini in chi legge.